Qualità e condizioni

088

QUALITA’ DELL’ACQUA FORNITA PER COMUNE

CONDIZIONI CONTRATTUALI IN VIGORE (TARIFFE)

download_icon Carta dei servizi 12-12-2016

download_icon Regolamento di Utenza

download_icon Autorizzazione AIA (IPPC)

download_icon Glossario


Bere l’acqua del rubinetto fa bene alla salute, fa risparmiare e aiuta a rispettare l’ambiente!
bere_acquaPerché bere l’acqua del rubinetto?

1.Per ridurre i rifiuti di plastica
Gli italiani bevono una media di 195 litri a testa all’anno di acqua minerale (primi in Europa e terzi nel mondo) producendo 100 mila tonnellate di plastica da smaltire
2.Per non inquinare
L’imbottigliamento e il trasporto su gomma di 100 litri d’acqua che viaggiano per 100 km producono emissioni almeno pari a 10 kg di anidride carbonica
3.Perché costa meno
1.000 litri di acqua del rubinetto costano meno di 1 euro
4.Perché è controllata e garantita
L’acqua del rubinetto è sottoposta a controlli severissimi, sia da parte di SISI S.r.l., sia dalla Asl
5.Perché è fresca
Non viene stoccata nei magazzini per lungo tempo e non rischia di essere sottoposta a condizioni ambientali (luce e calore), che ne alterano le caratteristiche organolettiche
6.Perché è sana
L’acqua del rubinetto contiene una giusta quantità di sali necessari all’equilibrio salutare dell’organismo
7.Perché è sempre disponibile
Non deve essere trasportata, è sempre a portata di mano nella tua casa

Se l’acqua del tuo rubinetto ha un forte odore di cloro

L’ipoclorito di sodio, meglio noto come cloro, è usato per garantire la perfetta igiene dell’acqua, dalla centrale di pompaggio fino al rubinetto. Per eliminare questo inconveniente raccogli l’acqua in una brocca e lasciala decantare per qualche minuto.

Se, appena aperto il rubinetto, l’acqua è torbida o ha una colorazione rossastra

Il fenomeno può essere dovuto a lavori di manutenzione sulle tubazioni di rete o, più frequentemente, al ristagno dell’acqua negli impianti interni condominiali che, essendo di acciaio e spesso vecchi di alcune decine di anni, rilasciano ossidi di ferro. Per rimediare a questo inconveniente (che spesso si presenta quando da alcuni giorni non usiamo l’acqua, soprattutto d’estate) è sufficiente fare scorrere l’acqua per alcuni minuti.

Se l’acqua contiene tracce di sabbia e ha intasato i filtri frangigetto

Le tracce di sabbia derivano dal calcare che si forma per la normale precipitazione degli ioni di calcio e magnesio, soprattutto quando si riscalda l’acqua per gli usi domestici. Per evitare questo problema è opportuno non scaldare eccessivamente l’acqua di casa e pulire periodicamente i filtri.

Se l’acqua raccolta nel bicchiere risulta biancastra e piena di micro-bollicine

Dipende dall’elevata pressione dell’acqua determinata dagli impianti cittadini di pompaggio ma soprattutto dalle autoclavi condominiali. Tale pressione è necessaria per poter servire anche i piani più alti delle abitazioni.
Basterà aspettare pochi minuti dopo il prelievo per permettere alle micro-bollicine di evaporare naturalmente.

Lo sai che…

Per fare un bagno in vasca consumiamo mediamente fra i 120 e i 160 litri di acqua, per una doccia di 5 minuti consumiamo dai 75 ai 90 litri, per una doccia di 3 minuti dai 35 ai 50 litri, ogni volta che tiriamo lo sciacquone usiamo 16 litri d’acqua, ogni volta che ci laviamo le mani consumiamo 1,4 litri, per lavarsi i denti lasciando scorrere l’acqua sprechiamo 30 litri mentre se chiudiamo il rubinetto quando strofiniamo i denti ne usiamo solo 2 litri, per lavare i piatti a mano impieghiamo 20 litri d’acqua, per un carico di lavastoviglie 40 litri, per un ciclo di lavatrice vengono usati dagli 80 ai 120 litri, un rubinetto che gocciola fa sprecare 5 litri d’acqua al giorno. In conclusione, ogni persona consuma mediamente 200 litri di acqua al giorno.

Evitiamo gli sprechi

Controlliamo che non ci siano perdite nelle tubature o nei rubinetti, utilizziamo la lavatrice e la lavastoviglie solo a carico completo e possibilmente a basse temperature (anche per il risparmio energetico), non facciamo scorrere l’acqua della doccia mentre ci insaponiamo, evitiamo di lasciare l’acqua aperta mentre laviamo i denti e impariamo a usare un bicchiere, cerchiamo di imparare a innaffiare con l’acqua piovana, l’acqua usata per lavare frutta e verdura o l’acqua di cottura, teniamo sempre una bottiglia d’acqua in frigo, invece di far scorrere l’acqua per raffreddarla

Procedure di reclamo

I reclami possono essere rivolti:
telefonicamente al numero 0173440366
tramite fax al numero 0173293467
per e-mail alla casella urp@sisiacque.it o sisi@sisiacque.it
per iscritto tramite lettera
presso gli uffici amministrativi di Alba – p.zza Risorgimento, 1, compilando l’apposito modulo

Al momento della presentazione del reclamo l’utente deve fornire tutti gli estremi in suo possesso (nome del funzionario che aveva seguito la pratica, eventuali fotocopie della medesima, ecc.) relativamente a quanto si ritiene oggetto di violazione, affinché l’ufficio stesso possa provvedere ad una ricostruzione dell’iter seguito.

Entro il termine di 30 giorni che decorrono dalla presentazione del reclamo sulla presunta violazione, SISI S.r.l. riferisce all’utente l’esito degli accertamenti compiuti e si impegna anche a fornire i tempi entro i quali provvederà alla rimozione delle irregolarità riscontrate.

Scarichi fognari

Al momento del collegamento alla fognatura di un edificio, il proprietario (o il costruttore), indipendentemente lo stabile sia a destinazione residenziale, industriale, commerciale, di servizi o agricola, deve richiedere l’esecuzione dell’allacciamento al Gestore che ha la facoltà di autorizzare il proprietario ad eseguire personalmente i lavori con ditta di propria fiducia.

Ai sensi del recente aggiornamento normativo gli scarichi in fognatura sono così classificabili:

– Acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche.

– Acque reflue assimilabili alle domestiche: gli scarichi di acque reflue che rientrano nei disposti del D. Lgs 152/06 e del D.P.R. 227/2011.

– Acque reflue industriali: acque reflue scaricate da edifici od impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diverse dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento, ai sensi del D. Lgs. 152/2006.

Gli scarichi domestici sono sempre ammessi in pubblica fognatura e non necessitano di autorizzazione esplicita allo scarico.

Ai fini della verifica di conformità con il sistema depurativo, i titolari di attività che generano degli scarichi di acque reflue assimilate alle domestiche devono comunicare le caratteristiche del proprio insediamento al Gestore. Nel caso cui, per effetto dello scarico assimilabile, la capacità di trattamento dell’impianto non sia tale da rispettare i limiti dello scarico finale, in conformità con le disposizioni dell’art. 107 del D. Lgs 152/2006, il Gestore può richiedere all’Utente il rispetto di specifiche norme tecniche, nonché l’inserimento di idonei sistemi di pretrattamento, di accumulo ed equalizzazione e di misura e regolazione delle portate scaricate. E’ facoltà del Gestore verificare, mediante opportuni campionamenti, l’allineamento dei parametri di qualificazione dello scarico. Per le verifiche di cui al punto precedente lo scarico dovrà essere dotato di idoneo pozzetto di ispezione.

Tutti gli scarichi di acque reflue industriali devono essere esplicitamente autorizzati dal Gestore, previa verifica della compatibilità degli scarichi con la potenzialità dei sistemi di convogliamento e depurazione disponibili.

Gli scarichi assimilabili e industriali sono assoggettati a specifica tariffa, diversa da quella relativa alle acque reflue domestiche e calcolata sulla base della qualità del refluo scaricato.

Rifiuti speciali

Presso la piattaforma rifiuti speciali presente presso l’impianto di depurazione centralizzato di Govone Loc. Canove possono essere smaltiti i seguenti codici CER:

Fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia CER 02.02.01
Fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti CER 02.02.04
Rifiuti non specificati altrimenti (acque reflue di lavaggio macello) CER 02.02.99
Scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione CER 02.03.04
Fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti CER 02.03.05
Rifiuti non specificati altrimenti (acque reflue da lavaggio frutta) CER 02.03.99
Rifiuti non specificati altrimenti (acque reflue di lavorazione dolciaria) CER 02.04.99
Scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione CER 02.05.01
Rifiuti non specificati altrimenti (acque reflue di lavorazione casearia) CER 02.05.99
Fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti CER 02.06.03
Rifiuti non specificati altrimenti (acque reflue di produzione alimentare) CER 02.06.99
Rifiuti da operazioni di lavaggio, pulizia e macinazione della materia prima (acque reflue enologiche) CER 02.07.01

Rifiuti della distillazione di bevande alcoliche (borlande)
CER 02.07.02
Scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione CER 02.07.04
Fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti CER 02.07.05
Rifiuti organici diversi di quelli di cui alla voce 16.03.05 CER 16.03.06
Soluzioni acquose di scarto diverse da quelle di cui alla voce 16.10.01 CER 16.10.02
Rifiuti dall’eliminazione della sabbia CER 19.08.02
Fanghi prodotti dal trattamento acque reflue urbane CER 19.08.05

Residui di pulizia delle strade
CER 20.03.03
Fanghi delle fosse settiche CER 20.03.04
Rifiuti della pulizia delle fognature CER 20.03.06

I produttori dei suddetti rifiuti, quando autorizzati al conferimento, possono effettuare conferimenti tramite trasportatori iscritti all’Albo Nazionale di cui al D.M. Ambiente 21/06/91 n. 324.

Sono disponibili i pdf delle determinazioni provinciali e la modulistica nell’area di download.

.